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uauaaaa! Ciao, volevo solo provare cosa usciva fuori!
Traggo alcuni brani dall’articolo “Una vita senza sesso”, pubblicato su max.rcs.it :
…bisogna imparare a distinguere gli asessuali dai “sexless” [nota. Sexless = senza attività sessuale]. Quali sono le differenze? Un asessuale è qualcuno che non prova e non ha mai provato in vita sua attrazione sessuale. Da non confondere con l’astinenza del celibato, che è una scelta. La definizione di “sexless”, invece, riguarda un fenomeno in aumento: l’assenza cronica di atti sessuali nella vita di chi, invece, prima aveva pulsioni e rapporti. La mancanza di voglia può essere dovuta a stress, ansia da prestazione, superlavoro, debilitazione fisica, assunzione di medicinali o sostanze, depressione, ansia, scarso desiderio del partner, sublimazione in altri interessi, intense attività sportive e hobby… per periodi prolungati e anche per anni.
Gli asessuali hanno gli stessi bisogni emotivi di chiunque altro e, come nella “comunità sessuale”, soddisfano queste esigenze in modi diversi. Molti asessuali possono provare attrazione, anche forte, per un’altra persona, ma non avvertono il bisogno d’agirla col sesso. Sentono, invece, il desiderio di conoscere qualcuno e di “coinvolgersi” in qualsiasi maniera funzioni meglio per loro. Alcuni sono contenti di stare in una cerchia di amici stretti. Altri sentono il bisogno di formare delle relazioni romantiche più intime. Si prendono delle cotte e s’innamorano. Stanno in coppia in modo tradizionale, convivono o si sposano. Sono monogami oppure “poliamorosi”, si sentono attratti in modo emotivo, romantico, estetico, intellettuale… ma non sessuale. Lo sono spesso per un genere ben specifico e s’identificano quindi, nella “pura attrazione”, come etero, gay o lesbiche. [Un asessuale romantico] …può godere della vicinanza fisica, stare con qualcuno in modo speciale, essere il partner esclusivo. “Mi piacciono le coccole, tenersi per mano, baciarsi dolcemente, accarezzarsi.”, scrive un’asessuale: “Per me, non sono il preludio a fare l’amore. Quello è fare l’amore.” L’intimità si esprime anche col parlare, manifestare le proprie gioie, timori, segreti, ridere assieme. Si possono condividere intensamente interessi o lavorare verso obiettivi comuni. Le relazioni, sessuali o non sessuali, sono fatte delle medesime cose di base: comprensione, impegno, fiducia, comunicazione…
Dal momento che agli asessuali non interessa il sesso, non vedono la mancanza di desiderio sessuale come un problema da correggere e focalizzano la loro energia nel godere altri tipi di eccitazione e piacere. Certo, però, è che gli asessuali possono sentirsi alienati in una società che dà per scontato che tutti siano interessati sessualmente a qualcun altro. In un mondo dove la sessualità è promossa come la norma, molti asessuali crescono pensando di essere in qualche modo malati, disfunzionali o incompleti. Interiorizzano delle paure e lo nascondono. E questo può avere ripercussioni sulla loro psiche. Per gli asessuali, l’asessualità è un orientamento sessuale. Nella nostra società, purtroppo, c’è ancora chi considera l’orientamento sessuale una scelta, modificabile. Come se si potesse scegliere di essere gay, lesbiche, trans, bisessuali o eterosessuali e cambiare. Tra gli asessuali, chi non ha motivo di dover menzionare il sesso può vivere sereno. Chi, invece, si ritrova a dover fornire dimostrazioni sessuali, può sentirsi pressato a fingere un desiderio sessuale per “conformità”, per evitare l’imbarazzo o la vergogna o, semplicemente, per il quieto vivere. Con lo stesso (o forse più grande) dilemma comune a gay, ed altri generi ritenuti diversi dalla maggioranza, gli asessuali trovano liberatorio dichiararlo apertamente. La parte più difficile è convincere gli altri che non c’è niente di sbagliato in loro e che si sentono bene così! Diversa è la situazione dei “sexless” col loro calo di desiderio, affaticamento, debilitazione, stress, depressione… A tutto ciò si può cercare rimedio, mentre per l’asessualità no. Perché è un orientamento sessuale e, quindi… problema NON è.
Molti asessuali dichiarano di non riuscire a incontrare altri asessuali. Allora abbiamo pensato di mettere su un piccolo sondaggio per capire le principali abitudini degli asessuali, di modo che sapendo dove vanno e andando negli stessi posti si abbiano più possibilità di incontrarne uno.
Appena il sito diventerà più frequentato abbiamo intenzione anche di organizzare degli eventi, tipo gite, cene o cose del genere per favorire gli incontri tra gli asessuali. E chissà che non organizziamo anche qualche convegno.
Lo scopo di questo sito è quello di offrire un nuovo spazio agli asessuali italiani. Per questo sito è corredato di Forum, Chat e Messaggi privati. Inoltre, abbiamo inserito la funzione Botta e Risposta, una bacheca in stile FaceBook in cui gli utenti possono lasciare un proprio commento, un proprio pensiero.
Vi do il benvenuto in questo nuovo sito, in questo nuovo spazio di libertà.
PS Questa è una comunità aperta, chiunque può contribuire allo sviluppo dei contenuti del sito anche sulla prima pagina, con storie personali, riflessioni, recensioni di libri, proprie posizioni. Non mancate di provare la nuova funzione botta e risposta e la chat, che tanto manca su altri siti per asessuali.
L'Asessualità, nel suo senso più generale, si definisce come la mancanza di attrazione sessuale e l'assenza di interesse o desiderio per il sesso. Secondo uno studio condotto da Anthony Bogaert, uno psicologo esperto in sessualità umana che lavora presso la Brock University nello stato dell'Ontario negli Stati Uniti, circa l'1% degli adulti non ha nessun interesse per il sesso. Inoltre, un sondaggio, pubblicato sulla rivista dell'Università di Chicago, trovò che il 13% di 3500 persone intervistate non aveva fatto sesso negli anni passati e il 40% di questi dichiarò che era estremamente soddisfatto della propria vita. Alcuni ritengono l'asessualità come un vero è proprio orientamento sessuale.
L'asessualità va distinta dall'astensione sessuale, per il motivo fondamentale che chi si astiene ha un interesse verso il sesso, che non si esplica per il rispetto di un precetto morale o per altri motivi psicologici, quali un'eccessiva timidezza o un disagio verso il proprio corpo. L'asessuale semplicemente non ha interesse verso il sesso, non la considera una cosa importante. Alcuni asessuali possono avere dei rapporti sessuali per compiacere il partner, piuttosto che per piacere personale.
Secondo alcuni l'asessualità sarebbe la manifestazione di problemi psicologici, conseguenza di abusi subiti durante l'infanzia, oppure frutto di problemi endocrinologici. Tuttavia studi fatti su animali, hanno dimostrato l'esistenza dell'asessualità anche tra altre specie diverse dall'uomo. Ad esempio si è visto che in una popolazione di arieti circa il 2% non mostrava interesse sessuale, in una popolazione di criceti questa percentuale saliva addirittura al 12%.
Gli asessuali possono o meno sentire l'esigenza di una relazione affettiva, di tipo platonico. Coloro i quali sentono questa esigenza hanno difficoltà a trovare un partner con lo stesso orientamento asessuale, essendo bassa la percentuale di asessuali nella società, peraltro caratterizzata da un eccessivo sessismo. Inoltre, molti asessuali sono restii a comunicare il proprio orientamento per paura di essere discriminati.
Traduco qui di seguito una parte dell’articolo di Sylvia Pagan Westphal intitolato Glad to be asexual (Felice di essere asessuale), pubblicato sul New Scientist il 14 ottobre 2004.
…studi poco pubblicizzati sui roditori e sulle pecore suggeriscono che il comportamento asessuale nei mammiferi non è così infrequente.
La limitata ricerca sui mammiferi asessuali suggerisce che il comportamento asessuale in realtà non è così raro. Per esempio studi sui ratti e sui gerbilli eseguiti già negli anni ’80 hanno dimostrato che fino al 12% dei maschi non sono interessati alle femmine. Chiamati “cilecche” (“duds”), questi animali sono descritti come asessuali in letteratura. Ma poiché i maschi sono particolarmente aggressivi, non è stato possibile collocare uno di questi individui in una gabbia in compagnia di un altro maschio per verificare se il loro mancato interesse verso le femmine fosse dovuto ad una attrazione verso i maschi. (…)
Studi sulle pecore
Come ci si poteva aspettare, la maggior parte degli arieti si è accoppiata energicamente con le pecore, ma circa il 10% non ha montato le femmine, nè ha mostrato alcun interesse verso di loro. Questi arieti sono stati poi messi in un recinto accanto a due maschi o due femmine e test comportamentali hanno misurato il numero di volte in cui gli animali hanno mostrato "interesse" (calci, versi, annusate, tentativi di monta) verso membri di ciascun sesso. Alcuni montoni, tra il 5 e il 7% della popolazione, hanno tentato di montare, annusare ed interagire sessualmente con altri arieti. E’ interessante notare che un altro gruppo, circa il 2-3% della popolazione, non ha dimostrato interesse né verso maschi né verso femmine. "Non hanno alcun interesse ad accoppiarsi", dice Fredrick Stormshak del team dell’Oregon. "Sembrano essere asessuali al 100%" Questa preferenza asessuale si è mantenuta anche quando i test sono stati ripetuti un anno dopo. Stormshak crede che questi montoni asessuali possano offrire un buon modello per la comprensione delle basi del comportamento asessuale nei mammiferi.
Note di Artemide: 1 - Faccio notare come non sia per niente scientifico e molto discriminatorio l’aver chiamato “duds” (“cilecche” o “incapaci”) gli animali maschi asessuali. Una riprova di come a volte la ricerca scientifica nel mondo patriarcale sia molto poco scientifica… 2- Come in tantissime altre ricerche “scientifiche”, i test di cui sopra si sono fatti solo su soggetti maschi. Nel caso di cui sopra, per mia personale esperienza, ho potuto notare che alcune coniglie e alcune cagne si rifiutano di accoppiarsi, spesso reagendo aggressivamente verso il maschio che ci prova, per esempio mordendolo…
Negli anni ‘90, invece, 3 diversi team della Stazione Esperimenti sugli Ovini a Dubois, nell’Idaho, la Oregon State University di Corvallis e l'Oregon Health and Science University di Portland, hanno dato risposta a questa domanda. In uno studio, degli arieti giovani ma sessualmente maturi sono stati posti in un recinto con delle femmine in 18 diverse occasioni per verificare quale partner preferissero.
Possono essere usati, ad esempio, per vedere se il livello ormonale in questi animali è diverso.
Ho tradotto questo interessante articolo pubblicato dalla rivista Psychology Today. E’ scritto da Bella DePaulo, autrice del libro: Singled Out: How Singles Are Stereotyped, Stigmatized, and Ignored, and Still Live Happily Ever After.
ASESSUALI: Chi sono e perchè sono importanti?
Dobbiamo imparare ancora molto sull’asessualità
Pubblicato il 23 dicembre 2009 dalla dottoressa Bella DePaulo in Living Single (Vivere da single), nella rivista Psychology Today (Psicologia Oggi)
L’Asessualità sfida alcune delle nostre fondamentali credenze sugli esseri umani e i loro sentimenti. Tuttavia, su questo argomento, siamo nella stragrande maggioranza degli ignoranti. Molti americani considerano universali i presupposti dominanti sul sesso e la sessualità. Non si rendono conto del modo in cui queste idee sono cambiate nel corso della storia. Persino nella comunità scientifica, lo studio dell’asessualità in quanto orientamento è in maniera evidente poco sviluppato.
Recentemente ho chiesto suggerimenti per fare aggiornamenti in occasione del 40esimo anniversario dell’edizione del classico libro “Our Body, Ourselves” (“Noi e il nostro corpo”). Kris ha suggerito una nuova sezione sull’asessualità, e ha indirizzato i lettori verso asexuality.org, Asexual Visibilità and Education Network (AVEN, Rete per la visibilità e l’educazione dell’asessualità). Io l’ho consultata (è una risorsa enorme) e ho anche cominciato a cercare pubblicazioni accademiche.
La prima cosa che ho imparato è che c’è un numero incredibilmente esiguo di studi seri sull’asessualità. Digitate “asessuale” in un database come PsycInfo (Informazioni di psicologia), e quello che ne esce fuori sono per la maggior parte discussioni su se gli anziani sono da considerarsi esseri sessuali.
Saltano fuori soltanto pochi articoli più esaurienti. Per esempio, uno studio del 2004 nel Journal of Sex Research (Giornale di ricerca sul sesso) riporta i risultati di un campione nazionale di più di 18.000 residenti britannici. Circa l’1% si è dichiarato asessuale.
Riguardo a questo argomento, però, la prima cosa da prendere in considerazione è una comprensione di base di ciò che significa il termine asessuale. La miglior fonte che ho trovato a riguardo, e quella a cui farò riferimento più spesso per il resto di questo scritto, è l’articolo del 2008 di Kristin Scherrer pubblicato sulla rivista “Sexualities” (“Le sessualità”). Oltre alla sua profonda analisi del concetto di asessualità, la Scherrer apporta un contributo empirico. Con l’aiuto di asexuality.org, ha reclutato 102 asessuali che erano disposti a rispondere a un questionario relativo alla loro asessualità e come questa si relazionava al resto della loro vita.
Che cos’è l’ASESSUALITA’
Nella homepage di Asexuality.org un asessuale è definito “una persona che non sperimenta attrazione sessuale”. Questa è una definizione del desiderio, di come ci si sente, e non riguarda il comportamento sessuale, come si agisce.
Al di là della dimensione del sentimento e del comportamento c’è qualcosa di più vasto: un’identità sessuale. C’è un processo di autoanalisi coinvolto nell’identificarsi come asessuali. Cosa importante, però, è che l’identità non è solo personale, è anche sociale, culturale e interpersonale. Gli asessuali che si riuniscono in asexuality.org per condividere le loro esperienze stanno costruendo una comunità. Hanno anche il potenziale di impegnarsi in una crescita di coscienza e in azioni collettive. I professionisti della salute fisica e della salute mentale, per esempio, potrebbero essere meno pronti a patologizzare l’asessualità (vedi sotto) se c’è un gruppo definito di asessuali che influenzano gli opinion leader.
Quando i 102 asessuali dello studio della Scherrer hanno discusso il significato della loro asessualità, hanno indicato spessissimo i loro desideri: hanno detto che non sperimentavano attrazione o desiderio sessuale. Una delle partecipanti, Jenn, ha detto questo:
“Non sento proprio attrazione sessuale per le persone. Mi piace la forma umana e posso considerare le persone delle opere d’arte e trovarle esteticamente piacevoli, ma non ho mai voglia di venire in contatto sessualmente neanche con la più bella delle persone.”
Altri, tuttavia, hanno detto che sentivano attrazione sessuale ma non l’inclinazione ad agire di conseguenza. Sarah ha detto questo alla ricercatrice:
Quello che l’asessualità NON è Quando si è diversi dalla norma, o quello che si percepisce come norma, ci si può aspettare di venir etichettati, persino da alcuni professionisti della medicina, come disfunzionali. Uno dei più grandi contributi di internet e di siti come asexuality.org è che le persone possono trovare altri simili a loro più velocemente di quanto non si potesse fare prima. Comparando appunti ed esperienze, possono scoprire che aspetti della loro vita sono condivisi e, contrariamente al buon senso comune, che questi aspetti non diminuiscono affatto la loro salute o il loro benessere.
Gli psichiatri e gli psicologi considerano talora la mancanza di desiderio sessuale come sintomo di un disturbo ufficiale. Ecco, per esempio, la descrizione del disturbo da avversione sessuale (Sexual Aversion Disorder): “Avversione persistente o ricorrente all’attività sessuale o evitamento della stessa. L’avversione deve risultare in un’angoscia significativa per l’individuo e non deve essere meglio attribuibile ad un altro disturbo o diagnosi fisica. Quando si trova in presenza di un’occasione sessuale, l’individuo può sperimentare attacchi di panico o ansia estrema.” Il punto importante allora è che per essere classificata come disturbo, l’esperienza deve sfociare in un’”angoscia significativa”.
C’è un problema nel passare dalla mancanza di desiderio sessuale all’etichetta di disturbo sessuale: Bisogna fermarsi lungo la strada per chiedere come l’asessualità viene sperimentata nella vita di un individuo. Se uno si sente bene al riguardo, allora tutti gli altri dovrebbero fare marcia indietro e tenersi le loro etichette patologiche in archivio. Quoto da asexuality.org: “Diversamente dal celibato, che è una scelta, l’asessualità è un orientamento sessuale. Gli asessuali hanno gli stessi bisogni emozionali di chiunque altro e sono altrettanto capaci di formare relazioni intime.”1. L’asessualità non è una disfunzione sessuale.
Sarah (citata prima) ha detto che non ha alcun interesse in qualsivoglia tipo di affetto fisico, persino neanche tenersi per mano o farsi le coccole. Altri, tuttavia, amano questo tipo di interazioni. Per esempio, quando le è stato chiesto di descrivere la sua relazione ideale, Rita ha detto questo:
“La stessa di una ‘normale’ relazione, senza il sesso. Saremmo i migliori amici, compagni, i più grandi fan l’uno dell’altra, partner d’affari, di lavoro, nel sociale. Mi piacerebbe essere capace di affrontare il mio amante (come in, “lo amo”, non come in “la persona con cui sto facendo sesso”) per terra, rotolarci qua e là finche non lo blocco, poi piantargli un bacio sul naso, rannicchiarmi contro il suo braccio, e chiacchierare di qualcosa a caso… senza che lui abbia un’erezione o covi speranze che questo porterà a spogliarsi e marciare fino alla camera da letto.” Rita, la donna asessuale citata sopra, ha descritto una relazione ideale che era per molti versi una relazione romantica. Altri asessuali non hanno interesse per le relazioni romantiche. Kisha, per esempio, ha detto questo in risposta alla domanda circa la sua relazione ideale:
“Ho già un’amicizia che sento molto come la mia relazione ideale. Abbiamo un sacco di interessi comuni… Ridiamo, pensiamo allo stesso modo, non litighiamo mai e non pesiamo l’una sull’altro (/a). E’ tutto ciò che voglio, solo una grande amicizia. Non ho bisogno di attrazione o quant’altro di fisico.” Gli asessuali romantici spesso si identificano come eterosessuali, gay o lesbiche, o bisessuali. Per quelli che sono “aromantici”, queste distinzioni sembrano irrilevanti. Facendo notare che il genere dell’altra persona non aveva importanza per lei, Nora ha detto: “Sono attratta dalla personalità.” Mona ha aggiunto: “Le cose per cui provo attrazione, le trovo attraenti in ambedue i sessi.”
5. La mancanza di piacere tratto dal proprio corpo non fa necessariamente parte dell’asessualità.
Alcuni asessuali considerano la masturbazione un atto sessuale e non vi sono interessati. Altri, come Gloria, hanno una diversa prospettiva:
“Non ho alcun desiderio di fare sesso con un’altra persona. A volte mi masturbo ma non lo metto in relazione con niente di sessuale. So che sembra una contraddizione, ma è giusto qualcosa che faccio di tanto in tanto.”
Perchè l’asessualità è importante Prendere l’asessualità seriamente è un bell’affare. Documentare un numero misurabile di persone che non sperimentano attrazione sessuale è sfidare uno degli assunti più fondamentali della società contemporanea: che il sesso è pervasivo, una parte data ed essenziale di ciò che è essere umani.
Quando ho scritto precedentemente “I single e il sesso”, ho messo in rilievo quanto sia importante avere un’ottica lungimirante del sesso e della sessualità e rendersi conto di come i nostri assunti siano cambiati nel corso della storia. Nelle società occidentali contemporanee, le esperienze sessuali (e molte di loro) sono ritenute segno di vita sana. E’ favoloso per le persone a cui piace fare sesso e che possono trovare facilmente partners. Altri, invece, come i celibi involontari o i felicemente asessuali, verosimilmente si sentono emarginati.
Ho pubblicato nella sezione del forum “Libri e letture” la presentazione del libro “Le dee dentro la donna”, dell’analista junghiana Jean Shinoda Bolen (Astrolabio Edizioni). Questo libro ha come sottotitolo: Una nuova psicologia femminile. Non solo è scritto molto bene, senza tecnicismi, ma presenta in maniera positiva tipi di donne (corrispondenti alle 3 dee vergini) che la psicologia tradizionalmente categorizza in termini di sintomi e di patologia. Come dice la dottoressa Bolen: “Queste teorie hanno inibito il comportamento e danneggiato l’autostima delle donne che corrispondono ai modelli delle dee vergini.”
Qui di seguito copio le parti riguardanti il tipo della donna Artemide (in cui mi sono riconosciuta) che toccano in un modo o nell’altro anche il tema dell’ asessualità.
Pag 55 cap 4 Artemide chiese [a Zeus]… CASTITA’ ETERNA …
Pag 56 …Artemide era immune dall’innamoramento… e non fu mai la ‘metà’ di una coppia marito-moglie.
Pag 57 Questo archetipo le consente anche di sentirsi intera senza un uomo, … senza bisogno dell’approvazione maschile.
Pag 58 La dea Artemide era accompagnata da uno stuolo di ninfe… Non erano vincolate dalla dimensione domestica… e si tenevano alla larga dal controllo degli uomini, o dalle loro voglie. Erano come ‘sorelle’ e Artemide era la ‘sorella maggiore’ che le guidava e alla quale potevano ricorrere per chiedere aiuto. Pag 64 [La donna Artemide] Da ragazza è meno conformista o meno disposta al compromesso di molte sue coetanee, perché è meno motivata dal desiderio di compiacere gli altri e perché in genere sa ciò che vuole. In genere trova un gruppo di gente affine a lei per temperamento, con cui accompagnarsi. Pag 65 La donna Artemide ha il senso della solidarietà con le altre donne. … archetipo della sorella… Pag 66 Per natura, la maggior parte delle donne Artemide ha tendenze femministe… La donna Artemide può assomigliare alla dea NEL MANTENERSI CASTA PER TUTTA LA VITA… Pag 67 Non è escluso che rimanga NUBILE. Pag 67 Al pari della sorella, Apollo era androgino: come lei, cioè, aveva anche caratteristiche e coltivava interessi che usualmente vengono attribuiti al sesso opposto. La coppia gemellare Artemide-Apollo è il modello che si incontra più spesso nei rapporti che le donne Artemide stabiliscono con gli uomini…. Pag 68 Il rapporto Artemide-Apollo può dar luogo ad un matrimonio di amicizia, PRIVO DI SESSUALITA’, dove i due partner sono il miglior amico l’uno dell’altra. Alcune donne Artemide sposano addirittura degli omosessuali… … il rapporto Artemide-Apollo si trasforma facilmente nella modalità ‘fratello-sorella’. Dopo il modello di ‘rapporto tra pari’, il secondo modello di rapporto più frequente per la donna Artemide è il coinvolgimento con un uomo che si prende cura di lei. Pag 69 Il motivo della gemellarità fa da sfondo alla più comune attrazione.
…. Un terzo tipo di uomo è attratto dalla purezza di Artemide, dalla sua verginità e da quella parte di lei che si identifica con la natura incontaminata. Nella mitologia greca questo tipo di attrazione era personificato da Ippolito, un giovane avvenente, che si votò alla dea Artemide e a una VITA DI CELIBATO. … Gli uomini attratti da donne che sembrano pure come Artemide, in genere SI SENTONO OFFESI DA UNA SESSUALITA’ TERRENA ed è possibile che nella tarda adolescenza o nei primi anni dell’età matura, non diversamente dal giovane Ippolito, siano ancora VERGINI.
Secondo quando riportato in un articolo comparso su studenti.it. Diverse donne sono stufe di rapporti affettivi sex-based e cercano uomini puramente romantici, scevri da ogni sessualità. Si tratta di donne alternative, stufe, disilluse che hanno cancellato il sesso dalla loro vita in cerca di una stabile relazione affettiva. Sono interessate agli scambi affettivi ed intellettuali con un partner dell'altro sesso, ma non necessariamente.